Come ci si prende cura del Cashmere? Consigli per lavaggio e manutenzione (Parte Prima)

Vi è mai capitato di comprare o di ricevere in regalo un capo bellissimo,  importante, di valore, qualcosa che da tanto sognavate di vedervi indosso ma temete di indossarlo per paura che si sporchi o si rovini? Così poi vi toccherà lavarlo e avete il terrore di quale possa essere il risultato…

Eccoci qui in vostro soccorso. A voi le prime 5 importanti regole per mantenere il vostro capo in cashmere perfetto per tanto, tanto tempo. 

  1. Non è vero che il cashmere debba essere lavato solo con metodi professionali, potete provare anche voi in casa. L’accortezza è non usare acqua bollente (max 40°), usare un detersivo per lana o, se lavate a mano, anche uno shampoo per bambini. Potete lasciare il capo in ammollo, senza  stressarlo o manipolarlo troppo. Se avete lavatrici con programmi particolarmente delicati potete usarli, ma evitate la centrifuga. Se comunque non vi sentite sicuri, se ci sono molti colori che potrebbero tingere (ricordate che le tinte indiane sono molto forti) o ricami, il lavaggio a secco è da preferire.

2. L’asciugatura deve avvenire in ambiente non umido, per velocizzare i tempi ed evitare che il tessuto prenda cattivi odori; se i colori sono scuri o accesi, evitate i raggi diretti del sole. Per asciugare il capo vi consigliamo di posizionarlo in orizzontale, e di poggiarlo sopra un asciugamano che assorba l’acqua in eccesso sostenendo le fibre. 

3. Se un capo nuovo, o un capo che riaprite dopo essere stato conservato per la stagione estiva, dovesse odorare di canfora, evitate di lavarlo, perché non solo l’odore non andrebbe via, ma rischiereste di fissarlo sulle fibre. Piuttosto, stendetelo  all’aria per qualche ora fino a sentire che l’odore è svanito. Meglio se c’è vento e non sotto il sole diretto.  Evitate anche l’errore di usare un profumo per tessuti, l’effetto di sovrapposizione dei due odori non sarebbe piacevole.

4. Piccolo e unico neo del cashmere: quello più soffice e caldo può formare pelucchi. Girano voci di rimedi della nonna che suggeriscono di mettere il capo nel freezer, ma non confondiamoci: questo rimedio è utile per lane d’angora o mohair che hanno invece la tendenza a perdere peli. Congelereste il vostro povero cashmere per niente! Se il vostro capo, una volta utilizzato, tende a formare dei pallini di lana, è meglio toglierli manualmente, magari tagliandoli via con delle forbicette per unghie o usando con delicatezza un rasoio, facendo attenzione a non passare direttamente sul capo e rischiare di sfilacciarlo. In commercio esistono anche degli strumenti appositi, chiamati appunto levapelucchi. Evitate spazzole adesive o in velcro per le sciarpe, perché non hanno sotto una struttura in fodera o il sostegno di un tessuto compatto e resistente, rischiereste di tirare i fili con la spazzolatura.

5. A volte i capi in cashmere vengono conservati diversi anni senza essere indossati, magari perché non rispondono alle vostre esigenze o alla moda del momento ma, per il loro valore, non ve la sentite di darli via. In casi come questo, quando cioè il capo viene messo via per periodi più lunghi del semplice cambio di stagione, evitate di chiuderli in buste di plastica, perché la resa del tessuto non sarà più la stessa. Meglio una busta di  carta o, ancora meglio, un cassetto di legno foderato di carta bianca non plastificata.